L'ANIMAle umano I

L'ANIMAle umano I

 

Titolo: l'ANIMAle umano I

Dimensioni: 80 x 80 cm

Tecnica: olio su tela

Anno: 2013

Descrizione: Ne l’animale umano il ritratto di una ragazza si trasforma nel ritratto di un essere mitologico. L’ispirazione viene dalla gorgone Medusa e dall’affascinante mito tramandato e interpretato per secoli. Questo racconto è uno di quelli che ha determinato la sensibilità moderna. Nel volto di Medusa il romanticismo (come ha spiegato Mario Praz ne La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica (1930) ) riconobbe quel misto di crudeltà e bellezza, di sofferenza e fascinazione decadente che segna una delle coordinate della sensibilità otto-novecentesca. Da Shelley a Baudelaire Medusa diviene il simbolo dell'insana, e perciò decadente, consustanzialità di bellezza e morte, di sessualità e crudeltà. Non stupisce che Freud si soffermi su questo mito nelle sue ricerche sullo sguardo in relazione alle perversioni. Nel mito greco Medusa è l'unica mortale tra le Gorgoni, ha capelli di vipere, mani di bronzo e ali d’oro, il suo sguardo pietrifica ed uccide. Atena ha voluto così punire la donna che aveva osato accoppiarsi con il Dio Poseidone - subendone per altro la violenza - sul suo altare. Perseo, protetto da Atena, riesce ad ucciderla guardandone il volto riflesso su uno specchio e mozzandole la testa di netto. Ci troviamo di fronte ad una delle più alte tragedie dello sguardo che la tradizione classica di consegna. In questa rivisitazione della medusa la ragazza, simbolo di bellezza e giovinezza, porta sul capo una serpe; l’apparente avvenenza nasconde pericoli e insidie. Così anche oggi siamo sommersi da migliaia di immagini positive che celano astutamente la realtà delle cose. Guardarle negli occhi e lasciarci affascinare da esse ci può portare a decisioni e scelte sbagliate. L’animale umano sotto forma di essere mitologico si pone come monito da tutto ciò che ci viene propinato.

 

 

 

Date

15 Agosto 2015

Categories

Percorso personale